Recensione DJI Phantom 4 con terminatore di volo integrato

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Solitamente mi vedete in video.. Devo ammettere che anch’io non mi ci vedo dietro alla tastiera, preferisco di gran lunga stare all’aperto, magari a volare.. ma visto il vento incessante di questi ultimi 3 giorni battezziamo il mercoledì come giornata per l’uscita dei miei prossimi Blog.

Parliamo del Phantom 4 con terminatore di volo Flying Eye con certificato di tipo.

Recensione DJI Phantom 4 con terminatore di volo integrato

Recensione DJI Phantom 4 con terminatore di volo integrato

Il terminatore adottato per questo mezzo lavora su frequenza 869MHz ed è già predisposto con un’uscita per attivare l’apertura di un paracadute pirotecnico opzionale.

Punto di forza dell’azienda Francese che lo assembla e lo distribuisce anche in Italia è che il cut off del drone (a mio parere indispensabile per poter lavorare in regola e soprattutto con l’anima in pace!) è completamente integrato all’interno della scocca del mezzo e quindi invisibile.

Ci tengo a sottolineare questo dettaglio perché se avete mai aperto un phantom 4 o se avete visto qualche foto online, lo spazio all’interno della scocca è veramente pochissimo, e riuscire a farci stare il modulo ricevente e il cut off del terminatore dev’essere stata una bella impresa per i tecnici di Flying Eye!

Insieme al drone, l’azienda propone un pacchetto completo di corso pratico individuale di 3 o 5 giorni in volo manuale, propedeutico all’esame ENAC che sarà attivato da settembre, manuale di volo e manutenzione del mezzo, analisi dei rischi, manuale delle operazioni e consulenza per l’invio della documentazione ad ENAC.

Il mezzo imita un po’ l’estetica Apple, bianco, lucido, con linee armoniche e un design accattivante. Addirittura anche le eliche sono lucide! Mi soffermo proprio sulle eliche perché il nuovo metodo di sgancio rapido semplificherà la vita di molti che come me, hanno sempre utilizzato lo zaino per trasportare il drone, quindi avremo la possibilità di sganciarle con un semplice click.

La nuova batteria è una 4S da 5350mAh per un tempo di volo dichiarato di 28 minuti.

Gimbal completamente rinnovato, addio ai gommini di sospensione e benvenuta ad un’unica placca fluttuante nascosta all’interno della pancia del mezzo che elimina completamente la trasmissione di vibrazioni alla camera.

Telecamera in metallo, di buona fattura, che sembra essere resistente.

FOV 94° 20mm (equivalenti a un formato 35mm)

Risoluzione video fino all’Ultra HD 4096 x

2160 a 25p. Pensate che in Full HD arriva fino a 120 frame al secondo!! ISO range 100-3200

Vision Positioning System, come nel modello precedente, che permette la stabilizzazione indoor anche senza l’ausilio del GPS, ormai fino ai 10m d’altezza (un bel miglioramento rispetto ai soli 3m precedenti).

Sensori di prossimità anteriori che bloccano il mezzo o gli permettono di evitare automaticamente l’ostacolo se si avvicina troppo. Molto chiara ed intuitiva anche la grafica sull’app.

Per quanto riguarda il radiocomando, sono cambiate le funzioni comandate dalle levette: da  P-A-F a P-S-A, dove P è il volo in GPS con tutti i sensori attivi, A è il volo in ATTI e S è la nuovissima impostazione Sport Mode che permette al drone di raggiungere la velocità di 72km/h per un’esperienza sportiva completamente nuova per un mezzo di questa tipologia.

Online già si vedono i primi video in FPV!

Durante il volo in Sport Mode vengono disabilitate le funzioni di obstacle avoidance e quindi occorrono dei pollici un po’ più preparati, ma rimane sempre abbastanza facile l’utilizzo visto che il GPS rimane attivo. Sicuramente non per lavoro, ma per divertimento.

La funzione F sul radiocomando del Phantom 3 è diventata un’icona sull’app DJI GO raffigurante una radio. Una volta cliccato il tasto, entreremo nel menù di volo avanzato con le opzioni:

Active Track: l’opzione che permette di selezionare una persona in movimento e di seguirla in maniera automatica senza dover gestire gli stick del radiocomando.

Tap Fly: quest’opzione permette di cliccare sullo schermo un determinato punto che sarà il punto di arrivo del nostro Phantom 4. Durante lo spostamento del mezzo noi potremo ruotare il drone e tiltare la camera a nostro piacimento.

Intelligent Orientation Control: il caro e vecchio IOC, che, tra le altre cose, facilita il rientro al punto home impostando l’Home Lock.

Circle: ovvero l’impostazione preferita per chi ruota attorno al soggetto, creando un cerchio perfetto, con velocità e altezza programmata o gestita manualmente.

Che altro dire… Aspettando di provarlo per Voi nella Video recensione che uscirà settimana prossima, possiamo sicuramente concludere che il Phantom 4 è attualmente il mezzo più evoluto che ci sia sul mercato globale nella categoria Ready to Fly, un drone piccolo, abbastanza leggero, senza dubbio portabilissimo grazie anche al suo case “minimal” che viene dato in dotazione direttamente da DJI, con tanto di “secure lock”, veramente, veramente compatto. Peccato non abbiano pensato alle bretelle per farlo diventare uno zaino.

Non ci resta altro che aspettare e vedere cosa tirerà fuori dal cilindro GoPro con il suo Karma 😉

Qui il link alla recensione video 😉

Buon volo a tutti!

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