Voglio fare il pilota di droni, cosa devo fare?

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“Ciao Tommy! Voglio fare il pilota! Cosa devo fare?”

La domanda mi viene fatta sia da giovani ragazzi pieni di voglia di fare, sia da persone adulte che vogliono intraprendere questo mestiere o integrarlo con il loro attuale lavoro.

Cercherò di fare un po’ di chiarezza sull’argomento, vista anche le recenti autorizzazioni da parte di ENAC dei nuovi C.A. (centri di addestramento) che hanno in un qualche modo facilitato l’iter burocratico per ottenere l’attestato SAPR.

A cosa serve l’attestato SAPR?

L’attestato SAPR occorre per poter pilotare il proprio mezzo o il mezzo di un altro operatore che ci ha inserito all’interno del suo manuale delle operazioni per scopi lavorativi.

In questo caso il mezzo sarà riconosciuto come aeromobile.

In breve, con questi nuovi attestati possiamo decidere se essere operatori e piloti autonomi o se lavorare per aziende che danno a disposizione dei piloti i loro mezzi.

Chi invece vuole utilizzare il proprio drone a scopo ludico, deve attenersi comunque al regolamento mezzi aerei a pilotaggio remoto (sezione VII – Aeromodelli), ma in questo caso il mezzo sarà un aeromodello e non sarà obbligatorio nessun attestato , anche se a mio parere è molto utile, visto che entriamo in un mondo con delle regole ben chiare che devono essere seguite per evitare incidenti con altri aeromobili.

Ma torniamo all’ambito lavorativo.

Quale iter dobbiamo seguire?

Innanzitutto è necessario ottenere un certificato medico LAPL o CLASSE 2 presso un medico autorizzato.

Una volta verificato il proprio stato di salute, possiamo dirigerci in uno dei centri di addestramento riconosciuti ENAC ed iniziare l’iter per ottenere l’attestato.

A seconda del mezzo che vogliamo pilotare avremo un corso teorico e pratico da seguire.

Se siamo già piloti riconosciuti con il vecchio regolamento potremo chiedere semplicemente una “conversione”, il che ci farà risparmiare tempo e soldirispetto al corso completo partendo da zero..

Ad esempio, chi ha fatto il corso con me tramite Flying Eye potrà ottenere la conversione con 2 ore integrative di teoria e 6 missioni da 10 minuti + uno skill test finale.

 

Quali sono gli attestati disponibili

Se invece siamo neofiti e non abbiamo alcun riconoscimento in mano, ecco le opzioni percorribili:

– Attestato MC VL (MultiCottero VeryLight) base

Sono le vecchie non critiche. Possiamo lavorare ma non ci possiamo avvicinare ai centri urbani e dobbiamo tenere il SAPR a meno di 50m da persone e 150m da assembramenti. Lontano da aeroporti, al di fuori di zone vietate e regolamentate.

Il mezzo che potremo utilizzare è un mezzo rigorosamente sotto i 4kg di peso massimo al decollo.

Il corso consiste in 16 ore di teoria e 30 missioni da 10 minuti.

– Attestato MC L (MultiCottero Light) base

Parliamo sempre di operazioni specializzate non critiche, ma stavolta con un MTOM (peso massimo al decollo) fino a 25kg.

Il corso consiste in 16 ore di teoria e 42 missioni da 10 minuti.

– Attestato MC VL CRO

Questo attestato è necessario per pilotare i SAPR in Operazioni Specializzate Critiche. Quindi con la possibilità di volare anche nei centri urbani, rispettando sempre determinate distanze di sicurezza dalle persone e utilizzando mezzi dai 300g ai 4kg.

Il corso consiste in 12 ore di teoria e 36 missioni da 10 minuti.

– Attestato MC L CRO

Ultima classe per i multirotori è dedicata alle operazioni critiche con mezzi con MTOM dai 4 ai 25kg.

Il corso consiste in 12 ore di teoria e 36 missioni da 10 minuti.

C’è infine l’ala fissa con la dicitura Ap VL e Ap L che come ben capirete è legata sempre alla differenza dei pesi tra quelli compresi tra i 300g e i 4kg e quelli compresi tra i 4 e i 25kg.

Anche in questo caso sarà suddiviso tra base (non critiche) e CRO (critiche).

In parole povere, per ottenere gli attestati SAPR partendo da zero, tra pratica e teoria si impegneranno 4 o 5 giorni.

 

 

 

Quello che ci serve per riconoscere il drone

Ora possiamo iniziare gli incartamenti per farci riconoscere come operatori. Firmando il documento “Dichiarazione di Rispondenza” il futuro operatore si impegna ad avere a disposizione e a mantenere aggiornati tutti i seguenti documenti, per un periodo fino a 2 anni dopo la cessata attività:

– manuale delle operazioni,

– registro delle operazioni,

– documento di configurazione,

– manuale di volo,

– manuale di manutenzione,

– analisi dei rischi,

– consuntiva prove,

– terminatore di volo indipendente, necessario nel caso di operazioni critiche (e vivamente consigliato anche per le non critiche).

Non dimentichiamoci inoltre di stipulare una polizza assicurativa per il nostro o i nostri mezzi.

Con tutti questi documenti alla mano possiamo scaricare la domanda di rispondenza direttamente dal sito ENAC e compilarla digitalmente. Non occorrono più marche da bollo.

Poi tramite il portale D-Flight, una volta ottenute le credenziali che vi verranno spedite via mail, potrete stampare il codice a barre da apporre sul vostro mezzo per essere in regola al 100%.

Mezzi sotto i 300g

Per i mezzi con peso massimo al decollo inferiore o uguale a 300g non c’è bisogno di nessuna abilitazione, corso teorico o pratico, ma saranno comunque necessari:

  • il documento di configurazione

  • il manuale di volo

  • il manuale di manutenzione

  • la consuntiva prove

  • il registro delle operazioni

e la compilazione della Domanda di Rispondenza da inviare tramite PEC ad ENAC. Anche qui sarà poi necessario il codice a barre D-Flight.

Anche in questo caso ricordiamoci di stipulare la polizza assicurativa per il mezzo.

Tra i principali costruttori di mezzi aerei a pilotaggio remoto <300g ricordo la DXdrone S.r.l. con il suo leggerissimo X300B di cui potete vedere QUI la recensione completa.

Mi rendo conto di esser stato alquanto prolisso, ma viste le numerose domande a riguardo, ho preferito scrivere un articolo un po’ più lungo del solito nell’intento di essere esaustivo e chiaro per tutti.

Per qualsiasi dubbio non esitate a commentare qui sotto oppure sulla mia pagina facebook www.facebook.com/tommasocodolovideomaker.

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